domenica 29 gennaio 2012

Mercato immobiliare USA, inaspettatamente vivace a fine 2011


Stando a quanto riferito da RE/MAX National Housing Report – Gennaio 2012, a fine anno 2011 il mercato immobiliare degli Stati Uniti ha registrato una decisiva impennata nella vendita di immobili.
L’attendibilità della notizia è basata sui dati MLS ricavati in 53 aree metropolitane negli Stati Uniti, relativamente a tutte le tipologie di immobili residenziali.
«Le vendite di case nel mese di dicembre – si legge in una nota Re/Max – non hanno infatti seguito l’andamento stagionale, ma sono salite ad un inaspettato 5,7% rispetto a novembre. Le vendite sono salite inoltre del +1,1% da dicembre 2010, diventando il sesto mese consecutivo che mostra un incremento nelle vendite rispetto all’andamento dello scorso anno. In gran parte dovuto ad un minor volume di pignoramenti, il numero di case in vendita è sceso per il 18° mese di fila, ed è ora del 25,7% inferiore rispetto allo scorso anno. I prezzi delle case sono rimasti per lo più inalterati rispetto ai prezzi di novembre, con un lieve ribasso dello 0,35% e sono scesi del 3,5% da dicembre 2010».
Commenta così l’inatteso dato di fine anno Margaret Kelly, CEO di RE / MAX, LLC: «Siamo piacevolmente sorpresi nel vedere queste forti vendite a fine anno e spero che questo trend continuerà a mantenersi nella stagione primaverile in cui tradizionalmente le vendite sono in salita».
Quanto alla possibile spiegazione del fenomeno Kelly aggiunge: «Questo salto in avanti registrato a dicembre potrebbe essere dovuto ad un maggiore coinvolgimento degli investitori, alle transazioni la cui chiusura era prevista prima della fine
dell’anno e che grazie a prezzi pari o prossimi al livello minimo di mercatoe tassi di interesse altrettanto storicamente bassi i consumatori stanno trovando un reale valore in questo mercato».

domenica 22 gennaio 2012

Casa, tutti i balzelli attuali e quelli a venire


Il numero 1/2012 del periodico CGIL “News Casa e Città” è dedicato a due argomenti di stretta attualità per le famiglie e i cittadini in genere.
Il primo riguarda l’impoverimento generalizzato che costringe gli italiani a limitare i consumi, cioè l’esatto contrario di quel che ci vorrebbe per poter sollevare l’Italia dallo stato di crisi in cui versa e dare nuovo impulso a unacrescita sostenibile.
L’argomento però che assorbe la maggior parte dello spazio editoriale è il secondo, quello sulla casa, e sui provvedimenti che la riguardano.
Che, neanche a dirlo, sono tutt’altro che positivi, stante il fatto che, su di essa casa, si è abbattuta una gragnuola di tasse e imposte a vario titolo indirette, che vanno dall’IMU, alla tassa sui rifiuti, all’assottigliamento dei benefici fiscali per ristrutturazioni (36%) o risparmio energetico (55%), queste ultime però uniformate al 36% con rimborsi decennali.
Inoltre il parametro ISEE sarà calcolato non più in base al reddito, ma al patrimonio posseduto e al numero dei figli del nucleo familiare.
Ulteriore mazzata verrà dall’aumento dell’IVA che inciderà su una serie di forniture per la casa (Prestazioni professionali legate dall’abitazione del condominio; Gas metano per usi civili oltre 480 mc annui; Mobili, oggetti di arredamento, elettrodomestici per la casa ecc.).
Per gli operatori del settore, ma anche per i semplici privati, la pubblicazione fornisce un quadro sinottico di tutto ciò che bisognerà tenere sotto controllo per non essere colti di sorpresa e per non pagare più del dovuto.
Vai al numero 1/2012 di News Casa e Città

lunedì 16 gennaio 2012

Politiche abitative, la moratoria degli sfratti non è la soluzione


I numeri sono impressionanti.
Secondo il resoconto che ne fa la CGIL nell’ultimo numero di “News Casa e Città” (22/2011) «216.000 sfratti sono stati emessi per morosità negli ultimi cinque anni, l’85% del totale degli sfratti emessi. Senza interventi in direzione di una maggiore disponibilità di abitazioni a prezzi sostenibili e senza forme di sostegno ai redditi delle famiglie, altri
100.000 si aggiungeranno nel prossimo triennio».
Il punto centrale infatti è che la moratoria degli sfratti al 31 dicembre 2012 per alcune categorie di persone particolarmente disagiate nulla prevede per chi subisce un provvedimento di sfratto per “morosità incolpevole”, avendo perso il lavoro o trovandosi comunque nella condizione oggettiva di non poter far fronte ai propri impegni per il mutuo contratto o la pigione da pagare.
Di questa emergenza abitativa non si fa carico nessuno.
Sarebbe quantomeno auspicabile, secondo la valutazione della CGIL, l’istituzione di un fondo destinato a chi non riesce a far fronte al pagamento dell’affitto.
Sarebbe un modo per aiutare le famiglie in difficoltà, analogamente a quanto è stato previsto per le famiglie che non riescono a pagare la rata del mutuo.
Anche questa sarebbe comunque una soluzione tampone, mentre occorrerebbe agire con provvedimenti strutturali che rendano disponibili un numero sempre più alto di abitazioni a canone sostenibile.
Ma di questo dovrebbe occuparsi la politica, anche se i tecnici forse una soluzione adeguata potrebbero pure suggerirla.

venerdì 13 gennaio 2012

Annunci immobiliari, se l’obbligo della classe energetica diventa insostenibile


Sull’obbligo stabilito da una delibera della Regione Lombardia di inserire negli annunci immobiliari la classe energetica degli edifici a partire dal primo gennaio 2012, si manifestano le perplessità dei diretti interessati, in primo luogo naturalmente gli Agenti immobiliari.
Su loro infatti e sulla pubblicità attraverso cui propongono gli immobili che hanno in portafoglio grava il nuovo adempimento che si preannuncia carico di effetti negativi soprattutto per le multe salatissime a carico degli eventuali trasgressori.
Intendiamoci, se si vuole favorire davvero l’efficienza energetica degli edifici, l’unico modo è di incidere seriamente sul mercato immobiliare che sarà costretto a riconoscere così un valore maggiore agli edifici che presentano un risparmio energetico maggiormente pronunciato, ovviamente certificato.
Sui metodi per raggiungere questo obiettivo si può invece discutere.
Sicuramente l’obbligo di allegare la certificazione energetica al rogitosarebbe già, se venisse applicato, un ottimo sistema, ma sappiamo che così non è.
In ogni caso, ecco come immagina, realisticamente, un Agente immobiliare di Bergamo, associato Fiaip, ciò che gli potrebbe (o dovrebbe) accadere da qui al primo gennaio 2012.
Ne ha scritto in una lettera inviata il primo dicembre 2011 al presidente Fiaip BergamoGiuliano Olivati.
«Bergamo 1/12/11
Gentile presidente,
precisando che sono e resto favorevole a tale procedura, sono a chiederle una semplice formula magica: spiegarmi come fare a chiamare iproprietari di 550 immobili spiegando la cosa (minimo 20 minuti a proprietario per 550 immobili sono complessivamente 8 ore al giorno per 12 giorni) e sequestrare un certificatore energetico che non potrà festeggiare questo natale con i familiari poiché sarò costretto a sbatterlo di valle in valle a certificare tutti questi immobili (10 certificazioni energetiche al giorno sono la bellezza di 55 giorni domeniche incluse) e fare tutto per il 01 Gennaio 2012?
Non è che avete un certificatore energetico con poteri da babbo natale, che mi faccia avere le certificazioni belle e pronte tutte in una notte?
Cordiali saluti

Green Building Economy, per uno sviluppo sostenibile


La prima analizza la green economy nel settore edilizio in Italia, approfondendo il quadro normativo nazionale ed europeo. Vengono poi presi in esame il mercato delle costruzioni e l’evoluzione in atto sul piano della qualità energetica e ambientale.
La seconda indaga sul mercato dei sistemi, delle tecnologie e dei servizi con il contributo delle diverse associazioni di categoria, che hanno fornito informazioni sulle dinamiche nei settori delle tecnologie efficienti, edilizie e impiantistiche, delle tecnologie legate all’impiego delle fonti rinnovabili e dei servizi per l’energia.
La terza parte, infine, esamina in modo critico le strategie adottate nel nostro Paese per accelerare il cambiamento e le confronta con le proposte della task force per l’efficienza energetica di Confindustria e con quelle elaborate all’interno del tavolo EPBD 2, promosso dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile.
Giuliano Dall’Ò, coordinatore del Gruppo di lavoro sull’efficienza energetica del Kyoto Club, è professore di fisica tecnica ambientale presso il dipartimento BEST del Politecnico di Milano.
Il Gruppo di lavoro sull’efficienza energetica del Kyoto Club promuove strategie e progetti per ridurre i consumi energetici nei diversi comparti attraverso soluzioni tecnologiche innovative. Al suo interno è nato l’Osservatorio nazionale sull’efficienza energetica e le fonti rinnovabili in edilizia, denominato Green Building Economy (GBE).
Questo primo rapporto su edilizia, efficienza e rinnovabili in Italia è la sintesi del lavoro di analisi svolto nel primo anno di attività con l’indispensabile contributo degli enti e delle associazioni delle diverse categorie coinvolte, e rappresenta un punto di partenza per mantenere viva l’attenzione su un comparto decisivo della nostra economia.

Prima casa, incentivi in Friuli Venezia Giulia per il risparmio energetico


La Regione Friuli Venezia Giulia fa sapere che per opere di manutenzione straordinarie relative alla “prima casa” i cittadini residenti avranno a disposizione tredici milioni di euro.
Per opere di manutenzione straordinaria devono intendersi interventi volti a conseguire un maggiore risparmio energetico, ivi inclusa anche la messa a norma degli impianti tecnologici esistenti.
Ogni nucleo familiare potrà avere un contributo regionale per opere fino a seimila euro.
La Giunta del Friuli Venezia Giulia ha approvato a fine dicembre 2011 il provvedimento che fissa la graduatoria delle domande per gli interventi ammissibili.
Riccardo Riccardi, assessore a Infrastrutture e Lavori pubblici ha commentato: «»A testimonianza dell’importanza che la comunità regionale ha attribuito a questo provvedimento della Regione, che conferma la sempre maggiore attenzione delle nostre famiglie al risparmio energetico, sono state presentate oltre 10.000 domande: con le risorse finanziarie stanziate, non certo trascurabili soprattutto in questo difficile momento economico per le casse regionali, siamo stati in grado di soddisfare tutte le 1.465 richieste di contributo comprese tra i 3.000 ed i 6.000 euro e 1.078 domande per cifre superiori ai 6.000 euro».
L’impegno della Regione è volto anche a stimolare l’attività delle imprese artigiane che dovranno provvedere alle opere di manutenzione finanziate in parte (nella misura del 50%) appunto dal provvedimento regionale.
Si spera quindi su una ricaduta positiva sull’intero comparto dato che l’intervento della Regione si stima possa incentivare da parte delle famiglie una spesa complessiva attorno ai trentacinque milioni di euro.
La Regione fa anche sapere che le domande di contributo finanziate sono 2.543, mentre 412 richieste di finanziamento sono state escluse per carenza di documentazione.

Tasso fisso, variabile e misto


Quando si parla di tasso fisso, variabile o misto, ci si riferisce alle diverse tipologie di tassi d’interesse applicati ai mutui per l’acquisto di un immobile.
Mutuo a tasso fisso
Il mutuo è detto a tasso fisso quando il tasso non si modifica durante la vita del contratto e la rata  rimane sempre costante a prescindere dall’andamento del costo del denaro. Il mutuo a tasso fisso è vantaggioso se, dopo la stipula del contratto, si verifica un generalizzato aumento dei tassi.
Avere una rata che non subisce variazioni consente di gestire in modo meno rischioso le scadenze dei pagamenti.  Questa sicurezza però va bilanciata con il fatto che il tasso fisso, al momento della conclusione del contratto, impone costi più elevati di quello variabile e quindi comporta maggiori oneri d’interesse. L’importo della rata può essere mitigato agendo sulla durata del contratto di mutuo.
Mutuo a tasso variabile
Il mutuo è a tasso variabile quando la misura per il calcolo degli interessi si modifica nel tempo in relazione all’andamento del costo del denaro. La variazione del tasso da applicare alla rata segue quella registrata dall’indice cui il tasso stesso è stato agganciato (Euribor, Tasso BCE, eccetera).
Rispetto al mutuo a tasso fisso, viene meno la certezza sull’entità delle rate e, al momento dell’accensione, non si conosce il costo complessivo che l’operazione potrà avere.
Chi richiede il mutuo a tasso variabile si espone al rischio di incrementi della rata in relazione a rincari del costo del denaro. Per contro, all’atto dell’accensione del mutuo la misura del tasso variabile è di norma inferiore a quella del fisso e quindi , a parità di scadenza e di importo erogato, la rata iniziale può risultare inferiore rispetto a quella derivante dall’applicazione di un tasso fisso.
Mutuo a tasso misto
Il mutuo a tasso misto consente di passare da una rata costante ad una variabile e viceversa durante la vita del contratto. Scegliendo questo tipo di tasso si ha l’opportunità di modificare il tasso sulla base delle aspettative circa l’andamento del costo del denaro,. I costi aggiuntivi da riconoscere alla banca se si sceglie questa soluzione sono spesso impliciti nel tasso di interesse applicato. Si tratta di mutui con caratteristiche interessanti ma che è bene farsi spiegare con cura per comprendere se corrispondono ai propri bisogni.
In ogni caso,  è bene ponderare attentamente la scelta della tipologia di mutuo (a tasso fisso o variabile). È consigliabile non inseguire necessariamente il miglior tasso del momento passando dal fisso al variabile o viceversa per poi magari pentirsene. Un mutuo dura molti anni nel corso dei quali molte cose possono cambiare ed i tassi possono salire e scendere: non esiste la scelta migliore o più furba in assoluto. C’è solo la possibilità di operare la scelta più adatta alle proprie esigenze, quella che permette di stare più tranquilli o di cogliere le migliori opportunità.
Inoltre, prima di accendere un mutuo è fondamentale verificare la propria capacità di sostenerne la rata. E’ possibile farlo gratuitamente on-line grazie al sito www.monitorata.it