lunedì 16 gennaio 2012

Politiche abitative, la moratoria degli sfratti non è la soluzione


I numeri sono impressionanti.
Secondo il resoconto che ne fa la CGIL nell’ultimo numero di “News Casa e Città” (22/2011) «216.000 sfratti sono stati emessi per morosità negli ultimi cinque anni, l’85% del totale degli sfratti emessi. Senza interventi in direzione di una maggiore disponibilità di abitazioni a prezzi sostenibili e senza forme di sostegno ai redditi delle famiglie, altri
100.000 si aggiungeranno nel prossimo triennio».
Il punto centrale infatti è che la moratoria degli sfratti al 31 dicembre 2012 per alcune categorie di persone particolarmente disagiate nulla prevede per chi subisce un provvedimento di sfratto per “morosità incolpevole”, avendo perso il lavoro o trovandosi comunque nella condizione oggettiva di non poter far fronte ai propri impegni per il mutuo contratto o la pigione da pagare.
Di questa emergenza abitativa non si fa carico nessuno.
Sarebbe quantomeno auspicabile, secondo la valutazione della CGIL, l’istituzione di un fondo destinato a chi non riesce a far fronte al pagamento dell’affitto.
Sarebbe un modo per aiutare le famiglie in difficoltà, analogamente a quanto è stato previsto per le famiglie che non riescono a pagare la rata del mutuo.
Anche questa sarebbe comunque una soluzione tampone, mentre occorrerebbe agire con provvedimenti strutturali che rendano disponibili un numero sempre più alto di abitazioni a canone sostenibile.
Ma di questo dovrebbe occuparsi la politica, anche se i tecnici forse una soluzione adeguata potrebbero pure suggerirla.

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